Pare che fino a 300 geni legati alla salute ossea siano inibiti dal consumo esagerato d’alcol.

Vi sono studi che attestano un beneficio sull’osso di moderate quantità di alcol, mentre risultano essere deleterie ingenti quantità. Ma qual è la quantità di alcol che divide ciò che fa bene da ciò che è dannoso?

Pare che fino a 300 geni legati alla salute ossea siano inibiti dal consumo esagerato d’alcol.

I forti bevitori, ovvero coloro che consumano dai 4 ai 15 drink alcolici in una sola occasione, possono autoinfliggersi danni per anni.

 Persino 3 anni di assoluta astinenza non sono sufficienti per ripristinare l’attività dei geni alterati.

D’altra parte, vi sono studi che rilevano l’effetto protettore dell’alcol nella donna in post-menopausa: l’incremento della densità ossea può dipendere dalla trasformazione di testosterone in estrogeni coaudiuvata dall’alcol. Inoltre, un eccessivo consumo di alcol nell’adolescenza e nella giovane età adulta può ridurre la crescita ossea e aumentare notevolmente il rischio di sviluppare osteoporosi negli anni a venire, sia per le donne che per gli uomini.

  • Guardiamo nello specifico gli effetti negativi:
  • L’alcol può causare un deficit di vitamina D con conseguente riduzione dell’assorbimento di calcio;
  • L’alcol può incrementare i livelli circolanti di PTH;
  • L’alcol può aumentare l’escrezione di magnesio, con conseguente salute sull’osso;
  • L’alcol inibisce la formazione ossea per l’effetto tossico sugli osteoblasti e l’effetto stimolante sugli osteoclasti;

Un forte consumo di sostanze alcoliche può portare a elevati livelli di cortisolo, con le note conseguenze sull’osso.

 

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