La T produce circa per l’80% T4, per il 16% T3, il resto sono T2 e T1.

Il deficit di ormoni tiroidei rallenta ogni funzione organica con un conseguente deficit di produzione di calore: il paziente lamenta di sentire freddo e la reazione del corpo è di produrre un “cappotto” ovvero aumenta la produzione di pannicolo adiposo con conseguente aumento di peso. Ricordiamo che la funzione tiroidea diminuisce gradatamente. La completa assenza di secrezione tiroidea riduce del 40-50% circa il metabolismo basale, il cuore rallenta fino ad arrestarsi, la mente diventa torbida, confusa.

Il 20% dei pazienti depressi sono pazienti ipotiroidei e, di conseguenza, la normalizzazione della funzione tiroidea, risolve in questi casi la depressione. Il cervello ha bisogno del T3, ovvero dell’ormone attivo, che agisce a livello cerebrale come un vero e proprio neurotrasmettitore di stimolo.

L’eccesso di ormoni tiroidei ha conseguenze negative su ogni funzione organica: l’eccesso di calore porta ad una riduzione del pannicolo adiposo fino alla cachessia; i tessuti diventano sclerotici, il metabolismo basale aumenta, la frequenza cardiaca aumenta, può insorgere fibrillazione atriale, a livello mentale prevale ansia e iperattività.

Una diagnosi precoce di squilibrio funzionale della T può permettere una cura precoce e semplice, specie se avviene entro i primi due anni dall’inizio del danno: è allora spesso possibile riprendere la funzionalità della tiroide dopo una tiroidite. Pochi sanno che tonsillite e mononucleosi possono coinvolgere la tiroide in senso infiammatorio: la funzionalità tiroidea va quindi sempre monitorata in caso di queste patologie.

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