Estrogeni e Cervello

da | Giu 3, 2021 | Dieta, Menopausa e dintorni, Ormoni

Non si può affermare che esista un cervello di genere, ovvero che il cervello della donna sia completamente diverso dal cervello dell’uomo. C’è da dire però che ci sono alcune differenze che è meglio comprendere perché sono davvero importanti per la nostra salute.

Ad esempio le donne tendono maggiormente a sviluppare i disturbi di ansia e depressione come anche cefalea ed emicrania, ma quello che è più tragico è che la donna è più probabile che si ammali di Alzheimer. La malattia di Alzheimer è la causa più comune di demenza sul nostro pianeta, infatti circa due terzi dei malati di Alzheimer sono donne. perché? Da cosa dipende questa maggiore frequenza nella donna? Da ricerche scientifiche è emerso che il cervello della donna e dell’uomo invecchiano in maniera diversa, e che la menopausa gioca un ruolo chiave nella donna. Quando si pensa al cervello molto spesso lo si immagina come un’entità separata dal resto del nostro corpo, ma non è così in quanto il cervello interagisce costantemente con il resto del nostro organismo.

Vi sbalordirà apprendere che le interazioni fra cervello e sistema riproduttivo della donna sono determinanti per l’invecchiamento del suo cervello. Queste interazioni sono mediate dai nostri ormoni E sappiamo bene che gli ormoni sono differenti a seconda del sesso: le donne hanno più estrogeni, gli uomini hanno più testosterone., ma ciò che qui è essenzialmente importante è che la longevità di questi ormoni è variabile. Mi spiego meglio: nell’uomo il testosterone si esaurisce solo in tarda età di solito tramite un processo lento e sostanzialmente privo di sintomi, mentre nella donna gli estrogeni crollano nella menopausa in un processo che è tutt’altro che privo di sintomi, come molte di noi ben sanno. Associamo sempre la menopausa alle ovaie ma quando le donne dicono di avere le vampate, le sudorazioni notturne, di soffrire di insonnia, di avere vuoti di memoria, depressione, ansia, questi sintomi non hanno origine nelle ovaie, ma hanno origine nel cervello.
Questi sono sintomi neurologici, solo che noi non siamo abituati a considerarli tali. 

Ma perché il nostro cervello è influenzato dalla menopausa?

Innanzitutto il cervello e le ovaie fanno parte del sistema neuro-endocrino. Come parte di questo sistema il cervello parla alle ovaie e le ovaie parlano al cervello ogni giorno della nostra vita di donne. Quindi, la salute delle ovaie è legata alla salute del cervello e viceversa. Nel contempo gli ormoni come gli estrogeni non sono coinvolti solo nella riproduzione ma anche nelle funzioni del cervello. Un estrogeno in particolare, l’estradiolo, ha un ruolo chiave nella produzione di energia nel nostro cervello. A livello cellulare gli estrogeni inducono i neuroni a bruciare glucosio per produrre energia. Se il livello di estrogeni è elevato, di conseguenza è elevato anche il metabolismo energetico. Tuttavia, quando gli estrogeni calano i neuroni iniziano ad essere rallentati e a invecchiare più velocemente. Diversi studi hanno dimostrato che questo processo può anche portare alla formazione delle placche amiloidi, note anche come placche dell’Alzheimer, che sono segno distintivo del morbo di Alzheimer. Questi effetti sono maggiori in regioni specifiche del cervello, a partire dall’ipotalamo, che si occupa della regolazione della temperatura corporea. Se gli estrogeni non attivano l’ipotalamo in modo corretto, il cervello non riesce a regolare la temperatura corporea correttamente, quindi quelle vampate che vengono alle donne sono causate dall’ipotalamo. Poi c’è il tronco-encefalico, che regola il ciclo sonno-veglia. Se gli estrogeni non attivano il tronco-encefalico correttamente, abbiamo problemi di sonno. Oppure c’è l’amigdala, la centralina delle emozioni del cervello, vicino all’ippocampo, il centro cerebrale della memoria. Quando il livello di estrogeni cala in queste regioni cerebrali, cominciamo ad avere sbalzi di umore e a dimenticare le cose. Quindi questa è l’anatomia del cervello in menopausa per così dire.

 

Ma ecco come può apparire nella realtà il cervello di una donna.
Se voi valutate il cervello della donna a sinistra a 43 anni prima della menopausa con il suo cervello dopo la menopausa a 52 anni potete vedere che è molto meno chiaro, meno brillante e questo indica un calo del 30% nel metabolismo energetico del cervello. In generale sembra che questo non accada agli uomini della stessa età. Da importanti studi scientifici emerge che nella donna il metabolismo energetico del cervello diminuisce del 30% ed è una diminuzione graduale durante il periodo di transizione. E questo succede indipendentemente dall’età: non importa che la donna abbia 40,50 o 60 anni; quello che più importa è che è in menopausa.

Sembra che il cervello della donna sia più sensibile all’invecchiamento ormonale che al semplice invecchiamento cronologico. E questa è un’informazione cruciale perché moltissime donne avvertono in maniera violenta questi cambiamenti che le affligge nella loro quotidianità. Penso a quelle pazienti che mi dicono che non si sentono più com’erano, che non sono più padrone di se stesse, che dimenticano le cose, che fanno fatica a concentrarsi. Adesso sapete qual è il motivo per questi sintomi, tranquille: non siete pazze. 
Pensate che sono stati fatti degli studi precisi sulla performance cognitiva e non c’è nessuna differenza fra uomini e donne prima e dopo la menopausa.

Da studi fatti emerge che nelle donne il calo di estrogeni porta ad una formazione di placche che costituiscono un fattore di rischio e non una diagnosi per Alzheimer e che non tutte le donne che hanno queste placche sviluppano una forma di demenza. Gli uomini sviluppano queste placche in forma molto minore rispetto alle donne post-menopausali. tSi tende ad associare la menopausa alla mezza età e l’Alzheimer alla vecchiaia, ma in realtà molti studi hanno dimostrato che l’Alzheimer inizia con dei cambiamenti negativi nel cervello anni se non decenni prima che si osservino i sintomi clinici. Perciò nelle donne sembra che questo processo abbia inizio nella mezza età, durante la menopausa e questa è un’informazione importante perché ci indica quando iniziare a ricercare questi cambiamenti. Quindi considerando le tempistiche, la maggior parte delle donne entra in menopausa verso i 51 anni, ma questo può avvenire anche prima come in caso di interventi chirurgici per rimozione di utero e ovaie. 

Sfortunatamente ci sono prove del fatto che la rimozione dell’utero e a maggior ragione delle ovaie prima della menopausa è correlata a un maggior rischio di demenza nelle donne. È sconvolgente perché la maggior parte delle donne non è a conoscenza di questa correlazione e mi sembra un’informazione importantissima da sapere. Nessuno sta suggerendo di rinunciare a queste operazioni salvavita quando sono necessarie. Il punto è che qui dobbiamo capire meglio cosa succede al nostro cervello quando entriamo in menopausa, naturale o iatrogena che sia e quindi come proteggere il nostro cervello durante questa fase nel modo migliore possibile.

Come facciamo a proteggere il nostro cervello?

Dobbiamo prendere degli ormoni? Questa è un’ottima domanda e ora come ora sicuramente la terapia ormonale può essere di aiuto ma al momento non è consigliata per la prevenzione della demenza. Speriamo che in un immediato futuro avremo a disposizione le risposte a tutti questi studi che al momento sono in corso, ma
nel frattempo cosa possiamo fare oggi per  sostenere i nostri ormoni e i loro effetti sul cervello? Possiamo valutare percorsi che richiedono non l’uso di farmaci ma un’attenta analisi del nostro stile di vita. Questo perché il cibo che mangiamo, quanto esercizio facciamo, quando e come dormiamo, quanto siamo stressati, sono tutti fattori che influenzano tremendamente i nostri ormoni nel bene e nel male. L’alimentazione per esempio: Per avere una sintesi ottimale degli ormoni sessuali vi consiglio una dieta ricca di grassi sani, di proteine animali di qualità, di verdura e frutta esclusivamente di stagione, di ridurre al minimo se non addirittura eliminare l’introito di cereali raffinati e di prodotti confezionati industrialmente, perché correlano con un declino cognitivo, con depressione, patologie cardiache, infarto e cancro e sono anche la cause di vampate. Vi ricordo che ci sono molti alimenti che contengono fitoestrogeni come i semi di lino, i semi di sesamo, le albicocche essiccate, i ceci e anche il cioccolato fondente; quindi anche la dieta è un mezzo per aumentare gli estrogeni nel nostro corpo. 
È altrettanto importante  evitare tutto ciò che sopprime gli estrogeni, specialmente lo stress.  Lo stress vi può letteralmente rubare gli estrogeni, e questo perché il cortisolo, il principale ormone dello stress, lavora in equilibrio con gli estrogeni. Se il cortisolo aumenta, gli estrogeni diminuiscono, mentre se il cortisolo diminuisce, gli estrogeni tornano ad aumentare. Quindi ridurre lo stress diventa veramente importante ed imparare tecniche per ridurlo nella quotidianità aumenta la vostra qualità di vita. Vi migliora non solo la giornata, ma anche il cervello!

Nello scrivere questo articolo mi sono ispirata a Lisa Moasconi, PhD, di cui vi consiglio di leggere il libro: Nutrire il cervello

 

 

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