La pillola contracettiva può avere un grande impatto sulla tiroide e il sistema immunitario e può essere un importante fattore scatenante per l’Hashimoto.

La pillola depaupera il corpo di importanti sostanze nutritive essenziali per la funzione tiroidea, come zinco, selenio, tirosina, acido folico e vitamine B12 e B6. La conseguenza del deficit di queste vitamine e micronutrienti può essere anemia o depressione e una ridotta conversione di T4 a T3. Molti contraccettivi orali contengono inoltre lattosio come riempitivo inattivo, causando una miriade di disturbi in donne con Hashimoto portatrici di intolleranza al lattosio.

La pillola sopprime la produzione di progesterone, creando un caos nel sistema endocrino. Ne consegue una dominanza estrogenica, in cui le concentrazioni di estrogeni (sia endogeni, sia quelli ingeriti con la pillola che quelli provenienti dal nostro ambiente: xenobiotci) sono più elevate.

Il 99% dell’ormone T4 (sia quello che produciamo noi che quello che assumiamo come terapia sostitutiva come Eutirox, Tiche, Tirosint) viene trasportato nel sangue da una proteina chiamata TBG (thyroxine-binding globulins). Gli estrogeni aumentano l’emivita della TBG (ciò significa che restano più a lungo in circolo sanguigno) e così la sua concentrazione. Cosa succede dunque? La maggior parte  dell’ormone T4 resta legato a queste proteine; poiché è la frazione libera dell’ormone quella attiva (ecco perché misuriamo il FT4, dove f sta per free=libero), si ha un deficit di T4 con rialzo di TSH per stimolare la tiroide a produrre più ormoni. A ciò si aggiunga anche che elevate concentrazioni ematiche di estrogeni impediscono la conversione dell’ormone inattivo T4 nell’ormone attivo T3.

I contracettivi ormonali possono avere un negativo sulla microflora intestinale stimolando una crescita di candida e ceppi patogeni. Un microbioma intestinale ben funzionante è di primaria importanza per una corretta conversione di T4 in T3 ed inoltre,  un ecosistema intestinale disturbato può portare ad ulteriori disfunzioni immunitarie: infatti la pillola simula un passaggio da Th1 a Th2, in quanto crea uno stato simile a quello della gravidanza. Questo causa una maggiore instabilità del sistema immunitario.

La pillola crea un deficit di donatori di gruppi metilici: la metilazione è un importante via di detossificazione del fegato. A ciò si aggiunge il fatto che il 20% della popolazione sono dei metilatori lenti: in questi soggetti l’assunzione della pillola peggiora il problema rendendo più difficoltosa la disintossicazione di tossine ambientali. La metilazione è particolarmente importante nei soggetti con Hashimoto in quanto influenza il sistema immunitario, la capacità antinfiammatoria, l’attività chimica cerebrale e può rendere difficile il bilanciamento dell’ipotiroidismo. Un deficit di metilazione causa bassi livelli di serotonina nel cervello: la serotonina è il neurotrasmettitore del benessere che previene la depressione. La metilazione viene supportata da vitamina B12, B6, MSM, mentre integratori che supportano la serotonina sono %-http, SAM e iperico.

Poiché i soggetti con ipotiroidismo di Hashimoto sono proni alla depressione è molto importante mantenere attivi tutte le vie di sintesi della serotonina e altri importanti neurotrasmettitori.

 

 

 

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