Molte donne con patologie tiroidee, in particolare l’ipotiroidismo, sono preoccupate per il modo in cui il digiuno intermittente possa influenzare la funzione tiroidea. Per alcuni aspetti, c’è una notevole quantità di ricerca che esamina l’impatto del digiuno sulla funzione tiroidea, specialmente quando si tratta di consumo di iodio. Lo iodio è di fondamentale importanza per la produzione dell’ormone tiroideo. Senza iodio, la ghiandola tiroidea non può produrre l’ormone tiroideo. Questo può portare all’ipotiroidismo negli adulti e può avere conseguenze devastanti per feti e bambini. D’altra parte, ci sono relativamente poche informazioni sul ruolo che il digiuno intermittente ha sulla ghiandola tiroidea. Pertanto, esaminiamo ciò che si sa del digiuno intermittente per le persone preoccupate della funzione tiroidea.

Può essere utile considerare l’effetto del digiuno sugli ormoni tiroidei prima di concentrarsi sul digiuno intermittente. È importante capire che si tratta di due cose molto diverse. La maggior parte degli articoli scientifici includono esperimenti in cui uno stato di digiuno è stato protratto per 10 giorni o più senza cibo. Questo chiaramente non è la stessa cosa del digiuno intermittente ed è più strettamente correlato alla fame pratratta. Tuttavia, sappiamo da questi studi che il digiuno diminuisce la concentrazione dell’ormone tiroideo T3, mentre i livelli di tiroxina (T4) e di T4 libero rimangono gli stessi o diminuiscono solo leggermente. Inoltre, l’ormone stimolante della tiroide (TSH) non aumenta.

🔔 Cosa significa?
Il digiuno di più giorni (quasi starvation) cambia il livello dell’ormone tiroideo più attivo (T3), ma T4 e TSH restano praticamente invariati.

🔑 Come può essere?
Il digiuno di più giorni influisce sull’asse ipotalamo-ipofisi tiroidea, ma non sugli ormoni che influenzano la funzione tiroidea nel corpo. Il digiuno cambia i livelli dell’ormone che rilascia la tiroide (TRH) e della leptina , ma altri valori sono mantenuti relativamente costanti per diversi giorni.

L’effetto sorprendentemente modesto del digiuno protratto sui livelli degli ormoni tiroidei suggerisce che il digiuno intermittente creerebbe un effetto quasi impercettibile sulla funzione tiroidea.

Forse un esempio più rilevante è l’effetto del digiuno del Ramadan sulla funzione tiroidea. Osservanti musulmani osservano il digiuno durante il mese del Ramadan. Per un mese, mangiano soltanto dopo che il tramonto. Così seguono praticamente un digiuno intermittente.

Questo digiuno intermittente causa alcuni cambiamenti nelle misurazioni del sangue come il glucosio nel sangue, HDL-colesterolo e LDL-colesterolo cattivo; tuttavia, la maggior parte dei marcatori sono invariati. Negli individui sani, questo tipo di digiuno non ha avuto effetti significativi sui livelli di T3, T4 o TSH. Ci sono cambiamenti rilevabili di questi valori, ma restano comunque entro limiti normali.

Sulla base delle informazioni scientifiche disponibili, che sono ancora limitate, il digiuno intermittente è probabilmente sicuro per la maggior parte delle persone con ipotiroidismo. Il digiuno intermittente non è in grado di influenzare i livelli di ormoni tiroidei o TSH in modo significativo. Inoltre, le persone con ipotiroidismo da lieve a moderato apparentemente non hanno bisogno di regolare i loro trattamenti per il digiuno intermittente tipo 16:8 ad es. Naturalmente, se si verificano sintomi di ipo- o ipertiroidismo durante il digiuno intermittente, vanno immediatamente introdotti i pasti normali e rivalutata la situazione endocrinologica. È importante notare che chiunque si imbarchi in un regime di digiuno intermittente dovrebbe prima consultare un medico. Questo è particolarmente vero per chiunque sia così in terapia per l’ipotiroidismo.

➡️➡️➡️ come approcciarsi al DI senza stress?
Allungando sempre più gli intevalli di digiuno e quindi accorciando l’intervallo di tempo in cui si mangia: TIME RESTRICTED FEEDING.

 

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