Il Professore Salim Yusuf della McMaster University, a Hamilton, Ontario, in Canada  e presidente della World Heart Federation (= federazione cardiologica mondiale), è il ricercatore a capo dello studio PURE (Prospective Urban Rural Epidemiology), pubblicato su Lancet, coinvolgente 153.000 persone di 528 comunità urbane e rurali in 17 Paesi dei cinque continenti. L’età media dei partecipanti è di 50,4 anni, il 60% è di sesso femminile e il 46% vive in zone rurali. Qui i dati inerenti il grasso, i carboidrati e il sale da lui esposti:

  • se oltre il 50% delle calorie assunte deriva da carboidrati, aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, contrariamente alle linee guida alimentari che consigliano di ridurre l’assunzione di grassi saturi a favore dei carboidrati, raccomandazione senza evidenza scientifica!
  • Per quanto riguarda i grassi, eccovi i dati emersi: i grassi saturi non sono dannosi, anzi, possono avere un ruolo protettivo. I grassi monoinsaturi, come l’olio di oliva sono di beneficio. I grassi polinsaturi, che sono praticamente di produzione industriale, sono potenzialmente dannosi. I grassi naturali sono quelli animali, mentre i grassi vegetali che troviamo in commercio sono di produzione industriale e creano il business: le organizzazioni mondiali come AHA (American Heart Association) e WHO sono state sempre conniventi
  • Non c’è nessuna evidenza che consumare latte light sia di beneficio.
  • Sale: un consumo di sodio ottimale è di 3-6 grammi al giorno (1 grammo di sodio = 2,5 grammi di sale da cucina). Quindi è ottimale il consumo di 7,5-15 grammi di sale da cucina al giorno.

 

 

 

 

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