Immaginazione al potere, di Efrem Sabatti

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Immaginazione al potere, di Efrem Sabatti

 La fantasia è un’ottima serva, ma una pessima padrona”

                                                                                                      A.Christie

 

Siete capaci di visualizzare il vostro cibo preferito in tutti i suoi particolari, evocandone il profumo, il colore, e tutti gli altri dettagli al punto da sentire letteralmente l’acquolina in bocca? Vi è mai capitato, magari nel pieno di una sfacchinata in montagna, di volare con il pensiero al piacere di quando arriverete al rifugio e vi riscalderete di fronte alla stufa, con in mano una buona bevanda calda? Questa immagine non vi aiuta a stringere i denti? Provate ad immaginare di tagliare a metà un limone e di spremerlo direttamente sulla lingua. Non osservate un aumento della produzione di saliva?

Bene, avete sperimentato gli effetti pratici di come, il semplice immaginare qualcosa, produca effetti reali, poiché non esiste immaginazione senza reazione.

Questo fenomeno, conosciuto come “ideoplasia” o “immaginazione plastica” sta alla base del processo ipnotico che, a dispetto di quanto erroneamente si possa pensare, non è una perdita di coscienza, ma al contrario, una concentrazione così focalizzata su uno specifico pensiero, da renderlo superiore a qualsiasi altro aspetto. Ecco perché l’atleta che si trova in una trance ipnotica durante una prestazione, sembra indifferente a qualsiasi altra distrazione, così come la lettura di un libro avvincente, ci porta a non rispondere alla persona, pur avendo “sentito” che ci stava chiamando. Da queste considerazioni, appare chiaro che la condizione ipnotica e lo stato di trance sono fenomeni naturali che possono verificarsi spontaneamente, ma possono essere anche creati volontariamente attraverso specifiche tecniche.

Apprendere le regole e imparare a condurre il processo autoipnotico, diventa molto importante in termini di salute mentale e fisica, perché permette di evitare di entrare nelle trance di autosuggestioni negative.  Pensiamo ad esempio alla potente autoipnosi negativa che una persona che soffre di attacchi di panico si somministra regolarmente. Immagina scenari catastrofici, di perdita di controllo, di mancanza di respiro, di incapacità di gestire le proprie reazioni fisiologiche (le tensioni muscolari, il battito cardiaco, gli sbalzi di calore e le sudorazioni). Più immagina vividamente i sintomi dell’attacco di panico, più inizia a crearli, un po’ come lo studente di medicina che, studiando tutte le patologie, a volte inizia a sentire su di sé tutti i sintomi, comincia con l’ansia e finisce con un autentico terrore. O più semplicemente, sicuramente tutti avrete sperimentato ciò che accade quando, nell’attesa preoccupata di un referto clinico, di una telefonata che non arriva, di una situazione incerta, avete iniziato a “pensare male” e questa condizione vi ha chiuso lo stomaco o vi ha impedito di prendere sonno normalmente.

Come si può “imparare” a gestire la propria immaginazione? Diciamo subito che non esiste una ricetta univoca, ma importanti regole da seguire affinché ciascuno costruisca il proprio “stile”. Alcune persone utilizzano uno specifico gesto che viene appreso durante il training ipnotico attraverso un processo definito “ancoraggio” e che diventa l’innesco che attiva le risorse speciali della persona nel momento del bisogno. Altri utilizzano esercizi di respirazione, altri ancora tecniche di visualizzazione e altri speciali frasi ripetute come un mantra. La bellezza dell’ipnosi, infatti, consiste nell’individuare le peculiarità della persona, per utilizzarle al meglio, senza imporre un metodo che, magari, per la persona non è indicato.

In questa ottica, tutti possono trovare il proprio canale specifico poiché potenzialmente chiunque può essere ipnotizzabile. Naturalmente dobbiamo uscire dalla visione magica e spettacolarizzata dell’ipnosi da palcoscenico che ha creato la credenza distorta secondo la quale, per considerarsi ipnotizzati, bisogna trasformarsi in uno zombie privo di volontà. Se consideriamo il fenomeno ipnotico come uno speciale momento di contatto con noi stessi, nel quale dialoghiamo, ci concentriamo e attingiamo alle nostre energie in modo ottimale, ecco che tutto diventa non solo possibile, ma con l’aiuto di un buon maestro, anche estremamente utile.

Dott. Efrem Sabatti
Psicologo- Psicoterapeuta
Isc Albo R.Lombardia n°10414
Riceve a Brescia
Cell. 3477309926
sabattiefrem@gmail.com
www.psicologobresciasabatti.it
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By |2018-05-01T10:32:11+00:001 maggio 2018|Blog|0 Commenti
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