Isterectomia

L’isterectomia è la rimozione chirurgica dell’utero, spesso abbinata all’ovarectomia ovvero alla rimozione di entrambe le ovaie. Rimuovere entrambe le ovaie corrisponde ad una castrazione femminile. Basti pensare a cosa direbbe un uomo se il medico gli proponesse la rimozione dei testicoli e della prostata, visto che hanno già avuto i figli che desideravano e che potranno comunque assumere testosterone come crema o pillola o in altra formulazione farmacologica. È inconcepibile, giusto? Ma alle donne le ovaie vengono asportate sempre ancora molto frequentemente.

L’afflusso di sangue delle ovaie è assicurato da un ramo dell’arteria uterina che viene usualmente rimosso nell’intervento di isterectomia. La perdita di questo apporto di sangue da parte delle ovaie comporta di routine la perdita della funzione ovarica. Anche nei casi in cui le ovaie sembrino essere state conservate, spesso smettono di funzionare entro i tre anni successivi. È come se le ovaie sapessero che non c’è più l’utero e quindi poco a poco atrofizzano e smettono di produrre ormoni. Quindi, un’isterectomia significa comunque nella maggior parte dei casi castrazione, indipendentemente dal fatto che le ovaie vengano asportate o meno.

Gli effetti dell’isterectomia per le donne le affliggono dal punto di vista fisico, mentale ed emotivo e vengono spesso minimizzati dalla classe medica. I disturbi possono includere affaticamento, depressione, mal di testa, palpitazioni, sbalzi d’umore, perdita di capelli, perdita di desiderio sessuale, secchezza vaginale e problemi alle vie urinarie. Le donne alle quali vengono prescritti estrogeni dopo un’isterectomia devono affrontare tutti gli effetti collaterali degli estrogeni dati senza progesterone e se viene invece associato un progestinico, devono sorbirsi spesso anche quegli effetti collaterali. Le donne che hanno avuto un’isterectomia sono a più alto rischio di malattie cardiache, artrite e osteoporosi.  Le cause principali per isterectomia sono fibromi, prolasso uterino (l’utero scende dalla sua posizione normale),  endometriosi e, ovviamente, patologie neoplastiche, sulle quali non si discute assolutamente l’indicazione. I fibromi e l’endometriosi possono venire efficacemente curati con una crema di progesterone naturale ovvero bioidentico. Se hai già subito un’isterectomia e stai lottando con gli effetti collaterali della terapia ormonale sintetica sostitutiva, chiedi al tuo medico di passare a ormoni naturali. E’ possibile svezzare le pazienti da una TOS (Terapia Ormonale Sostitutiva) sintetica e passare  gradualmente in 3-4 mesi riducendone il dosaggio alla somministrazione di una crema al progesterone bioidentico. Se le pazienti lamentano ancora vampate di calore o secchezza vaginale, aggiungo una crema di estrogeni, di solito BIEST (80% estradiolo e 20% estriolo, quest’ultimo l’ormone delle mucose), e, se necessario, una crema  di estriolo da usare per via intravaginale per alcuni mesi: di solito i disturbi svaniscono.

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