Cos’è la cistite? Esiste solo un tipo di cistite?

Non esiste un solo tipo di cistite e questo è forse il motivo per cui non si riesce a sconfiggere il problema alla radice: ogni tipo di cistite infatti ha una diversa causa e, di conseguenza, una diversa cura.

Le principali cistiti sono 4: la cistite batterica, la batteriuria asintomatica, la cistite abatterica e la “non cistite”.

  • Nella classica cistite batterica vi è sia infezione, che infiammazione. L’infezione è sempre causata dai microrganismi patogeni, cioè in grado di sviluppare infiammazione. L’infiammazione è la risposta dell’organismo all’attacco di un batterio o di un agente esterno al nostro organismo. L’infiammazione è un meccanismo di difesa benefico, che fa sì che questo nemico venga annientato ed espulso. L’infiammazione provoca dolore, pertanto la cistite batterica sarà caratterizzata da stranguria (ossia dolore alla minzione).
  • Nella batteriuria asintomatica invece abbiamo la presenza di batteri innocui, cioè non in grado di scatenare la reazione infiammatoria. In questo caso non abbiamo cistite (vi ricordo che la desinenza -ite indica infiammazione, come la gastrite, l’artrite, la congiuntivite, ecc), ma semplice batteriuria senza sintomi. Non c’è quindi alcun bisogno di cura. Anzi! Questi stessi batteri ci proteggono dall’arrivo di microrganismi più aggressivi in grado di scatenare una vera e propria cistite batterica.
  • Abbiamo poi la cistite senza batteri, ossia un’infiammazione vescicale provocata da fattori non infettivi: un calcolo, della “sabbietta” (renella), l’acidità urinaria eccessiva, un alimento irritante, gli ossalati, l’eccessiva concentrazione delle urine, ecc. Questi elementi estranei scatenano l’infiammazione, che rappresenta il meccanismo di difesa utile alla loro eliminazione. In questo caso, pur in assenza di batteri avremo dolore.
  • L’ultimo tipo di cistite, tra l’altro la più comune, è la “non cistite”. In questo caso non ci sono batteri nelle urine e non c’è neppure infiammazione, L’80% delle donne che si rivolgono alla nostra associazione pensando di avere cistite batterica o candida in realtà non soffre di cistite o vaginite, ma di una sindrome chiamata vulvodinia.
La vulvodinia è una sindrome caratterizzata da dolore e bruciore vulvare (la vulva è la parte esterna degli organi genitali femminili). Questo dolore può irradiarsi anche a tutta la zona pelvica, alle vie urinarie e alla zona anale. Questi sintomi non sono giustificati da una causa clinica evidente perché spesso sono provocati da un’alterazione dei nervi che gestiscono la funzionalità neurologica di questa area. Il danno ai nervi è clinicamente invisibile. Per questo motivo spesso la donna che lamenta questi dolori urinari e genitali si sente rispondere dal medico e dai familiari:“E’ tutto nella tua testa. Rilassati. Fai un figlio e vedrai che passa tutto”. 
Non ci credete! Il dolore esiste davvero ed ha una causa reale.

 

Come si diagnostica la cistite? E’ sempre necessaria l’urinocoltura?

Attualmente l’urinocoltura è l’esame più utilizzato per diagnosticare una cistite batterica. Io ritengo che un semplice esame delle urine sia molto più utile ed economico per capire il tipo di cistite da cui si è affette.
Lo stick urine può rilevare fino a 11 parametri, Quelli più significativi per noi sono i leucociti ed i nitriti.
I leucociti sono i prodotti dell’infiammazione, mentre i nitriti sono prodotti dai batteri. Di conseguenza:

  • se compariranno nitriti e leucociti avremo una cistite batterica,
  • se compariranno solo leucociti saremo di fronte ad una cistite non batterica (allora guardiamo il ph per valutare se è troppo acido, controlliamo il peso specifico per vedere se l’urina è troppo concentrata),
  • se avremo solo nitriti si tratterà di una batteriuria asintomatica,
  • se non ci saranno né leucociti, né nitriti vuol dire che non abbiamo problemi vescicali, ma dovremo valutare cause diverse (la neuropatia del pudendo, la vulvodinia, la contrattura della muscolatura, ecc).

Questo esame può essere effettuato anche a domicilio. Esistono stick urine che rilevano tutti questi parametri e che possiamo utilizzare facilmente da casa per diagnosticare il tipo di cistite da cui siamo afflitte. Questi stick ci consentono di risparmiare denaro (col costo di un’urinocoltura possiamo eseguire 100 volte lo stick a domicilio!), ma soprattutto ci fanno risparmiare tempo e ci offrono una diagnosi immediata.

 

 Qual è la terapia ufficiale delle cistiti?

I protocolli medici prevedono che la cistite si curi con antibiotici, mirtilli e acidificanti, a prescindere dal tipo di cistite in corso e spesso anche a fronte di un’urinocoltura negativa. Nella nostra esperienza abbiamo potuto capire che questo non è l’approccio vincente e la cronicizzazione delle nostre cistiti lo ha dimostrato.

  • L’antibiotico combatte i batteri patogeni, ma allo stesso tempo uccide anche quelli benefici che ci proteggono. Inoltre debilitano il nostro sistema immunitario, distruggono il microbiota intestinale e aumenta le resistenze batteriche. Per tutti questi motivi l’antibiotico, seppur apparentemente sembri efficace sull’infezione, in realtà crea le condizioni predisponenti per l’insorgenza della recidiva successiva, che sarà sempre più difficile da combattere e sempre più dolorosa.
  • I prodotti acidificanti invece non fanno altro che irritare ancora di più una mucosa già fragile e sensibile a causa delle continue infiammazioni. Così come non mangeremmo un cibo acido se avessimo bruciore di stomaco, altrimenti il dolore aumenterebbe, nello stesso modo non si dovrebbe acidificare la vescica già irritata.
  • Che dire dei mirtilli? Ne abbiamo presi a quintali, in ogni forma: sciroppi, compresse, succhi, frutti. Ma nessuna di noi ha avuto risultati apprezzabili. Infatti ciò che del mirtillo è terapeutico sono le proantocianidine (PAC), che si legano alle zampe dei batteri impedendogli di aderire alle pareti vescicali. Purtroppo queste sostanze sono estremamente scarse nella maggior parte dei prodotti in commercio. La massima concentrazione che io ho trovato è stata del 40% in PAC. Il restante 60% purtroppo è ricco di ossalati (irritanti per la vescica) e sostanze acidificanti (altrettanto irritanti). La maggior parte dei prodotti esistenti contiene addirittura solo l’1% di PAC! Per questo motivo non sono la scelta ideale.

 

Qual è quindi la cura più efficace?

La cura più efficace è senza dubbio quella che sposta l’attenzione dai batteri ai fattori scatenanti grazie ai quali essi arrivano in vescica. Analizziamoli uno per uno.

  • GAG. La parete vescicale è costituita da GAG (glucosaminogicani), componenti che impediscono ai batteri di attaccarsi alla vescica. Se questi GAG scarseggiano, a causa di un deficit genetico o a causa delle continue infiammazioni, bisognerà introdurli per rinforzare la parete vescicale. Esistono prodotti specifici contenenti GAG.
  • La cavità vaginale rappresenta un serbatoio batterico da cui i patogeni risalgono verso l’uretra per provocare cistite. La flora batterica vaginale è composta sia da batteri buoni (i lattobacilli), sia da batteri cattivi (escherichia coli, klebsiella, enterococco, ecc), in perfetto equilibrio tra loro. Quando i lattobacilli diminuiscono i patogeni prendono il sopravvento invadendo anche gli organi vicini. Per valutare lo stato della flora batterica è sufficiente valutare il ph vaginale. Poiché i lattobacilli producono acido lattico acidificando l’ambiente, se il valore ottenuto sarà compreso tra 3,5 e 4,5 presumibilmente vi sono sufficienti lattobacilli; se supera il 5 vuol dire che ce ne sono pochi e vanno quindi introdotti. Anche il ph vaginale può essere rilevato comodamente a casa con appositi stick.
  • Igiene intima. Per quanto possa sembrare assurdo la migliore igiene intima è quella fatta senza detergente! Il detergente intimo elimina la flora batterica buona e le secrezioni vaginali che contengono molte sostanze difensive, privandoci così di un importante alleato contro i batteri patogeni. Anche l’asciugamano sempre umido è un ricettacolo batterico. Meglio utilizzare carta assorbente monouso.
  • Gli indumenti intimi sintetici e colorati irritano la pelle, così come i pantaloni dal cavallo stretto, gli assorbenti e i salvaslip. Meglio indumenti di cotone dal colore neutro e assorbenti di cotone, assorbenti lavabili o la coppetta mestruale.
  • Rapporti sessuali. Quelli avuti solo per “dovere” coniugale, senza desiderio e quindi senza eccitazione sono un sicuro precursore delle cistiti post coitali. 
Senza eccitazione non c’è lubrificazione (e l’attrito provoca irritazione delle mucose vaginali); senza eccitazione non affluisce il sangue a livello genitale (l’afflusso di sangue permetterebbe la formazione di una specie di manicotto attorno all’uretra, che la protegge dagli urti); senza eccitazione non si rilassa la muscolatura pelvica (con conseguente restringimento dell’entrata vaginale e quindi aumento dell’attrito, del dolore e delle lesioni delle mucose). In queste lesioni i batteri trovano terreno fertile per attecchire e riprodursi; da qui poi partono per invadere gli organi vicini causando cistite dopo 24/48 ore. Importante quindi aumentare i preliminari, arrivare alla penetrazione solo se desiderata veramente, utilizzare un lubrificante per ridurre l’attrito e assumere D-mannosio subito dopo il rapporto e nelle 24 ore successive ad esso.
  • Acidità urinariaè dannosa per la salute delle vie urinarie. Dobbiamo quindi alcalinizzare con sali minerali(Magnesio, potassio, bicarbonato), meglio se nella forma citrata perché, oltre ad essere più assimilabili questa forma impedisce l’aggregazione di ossalati impedendo la formazione di cristalli, renella e calcoli.
  • Ristagno di urina: più l’urina resta in vescica e più i batteri avranno il tempo di attecchire alle pareti vescicali e riprodursi. Bere poco non consente un costante lavaggio vescicale con conseguente ristagno di urina. Rimandare la minzione a quando si arriva a casa è più dannoso che urinare nei bagni pubblici (anche perché i batteri che provocano cistite non arrivano dall’esterno, ma dal nostro stesso corpo: dall’ano o dalla vagina).
  • Contrattura muscolare pelvica. Il pavimento pelvico è come un’amaca al cui interno passano 3 strutture importanti: l’uretra, il canale vaginale e l’ano. Se questo muscolo pelvico è contratto, schiaccerà queste 3 strutture compromettendone la funzionalità e provocando dolore. Di conseguenza avremo: ritenzione urinaria, dolore ai rapporti e stipsi. Importante rilassare questo muscolo tramite esercizi di Kegel reverse, calore, magnesio e automassaggi. Per chi volesse approfondire, nel sito spieghiamo cosa sono i Kegel reverse e come si effettuano gli automassaggi.
  • Menopausa: la mancanza di estrogeni altera l’equilibrio vaginale e rende le mucose genitali e urinarie più delicate e suscettibili alle infezioni. Diventa importante quindi ripristinare l’equilibrio ormonale, ridurre l’atrofia vulvare, acidificare il ph vaginale e ricostituire i lattobacilli vaginali. Si può far questo utilizzando ormoni bioidentici, creme riepitelizzanti vulvari e fermenti lattici vaginali.
  • Altri fattori scatenanti: freddo, caldo, piscina, mare, viaggi, sport, alimentazione, ciclo mestruale, disidratazione, ecc. Per ogni donna i fattori sono diversi. Il sommarsi di più fattori contemporaneamente scatena la recidiva, pertanto è importante individuare le proprie criticità per annullarle ed impedire l’infezione.

 

Ma finché non si ristabilisce l’equilibrio come si affrontano gli episodi acuti?

  • Abbiamo parlato prima di D-mannosio. Questo è uno zucchero innocuo, estratto dalla corteccia di alberi a legno duro come la betulla. Questo zucchero si lega alle zampe dei batteri impedendo loro di attaccarsi alla vescica. Se i batteri non si legano alla vescica non riescono a provocare infiammazione, cistite e dolore. Restando liberi nell’urina vengono poi eliminati con il primo flusso urinario. Nel 2006 ero costretta ad acquistarlo in America, con tutti i problemi, le tempistiche e i costi di sdoganamento che ciò comportava. Stufa di queste trafile burocratiche ho cercato un’azienda italiana che fosse disposta a produrlo e dal 2008 è disponibile anche nel nostro paese. Per le modalità di assunzione in fase acuta e in fase di mantenimento potete consultare le linee guida riportate nel nostro sito.
  • Un valido aiuto viene offerto anche dalla lattoferrina, una proteina con potere antibatterico ed antimicotico, presente in grandi quantità nel latte materno, che protegge il neonato dalle infezioni. Agisce come antibiotico naturale nei confronti di batteri e candida, ma senza sviluppare gli effetti collaterali dell’antibiotico di sintesi.
  • Per ridurre il dolore è utile il calore, che rilassa la muscolatura e riduce lo spasmo doloroso. A questo scopo va bene una borsa dell’acqua calda, uno scaldino elettrico, una bottiglia riempita di acqua calda e messa in mezzo alle gambe o tutto ciò che può produrre calore.
  • Per ridurre il dolore che si sente al termine della minzione un trucco è quello di urinare nel bidet puntando il getto dell’acqua calda sulla zona genitale.
  • Infine abbiamo constatato che una tisana di malva, equiseto e gramigna riduce i sintomi ed accelera la guarigione.
  • Tramite la nostra associazione abbiamo formato una specie di gruppo d’acquisto solidale chiedendo la collaborazione di un e-commerce (naturadiretta.com), che acquista (o produce direttamente) per noi grossi stock dei prodotti di cui abbiamo bisogno per ricostruire l’equilibrio perso e per superare la cistite acuta (integratori, dispositivi medici, stick diagnostici, creme, ecc). In questo modo abbiamo ottenuto prezzi vantaggiosi per riuscire a curarci a costi accessibili.

 

Si guarisce dalla cistite?

  • SI!!
La cistite, anche quando si è oramai cronicizzata da anni è assolutamente risolvibile!
Basta curarla nel modo giusto (seguendo cioè TUTTE le indicazioni descritte prima) e rivolgersi a medici competenti (nel nostro forum abbiamo una lista di medici consigliati, selezionati in base alle esperienze positive riportate nel forum dalle nostre associate. Ogni medico consigliato quindi è assolutamente esperto di patologie uro-genitali, conosce i vari tipi di cistite che vi ho descritto all’inizio di questa chiacchierata ed è in grado di risolvere il vostro problema. Rivolgetevi pertanto a loro in totale serenità, certe di aver finalmente intrapreso il percorso giusto.

Rosanna Piancone ha fondato un sito www.cistite.info al cui interno ha aperto anche un forum di discussione, a cui attualmente sono iscritte 5300 donne e in cui ci si confronta, si fa ricerca e si ricevono consigli per far fronte alla malattia. 
Questa organizzazione è stata trasformata in un’associazione senza scopo di lucro (Cistite.info APS olnus), che si pone l’obiettivo di accogliere le donne affette da patologie uro-genitali, fornire loro i consigli per prevenire nuove recidive e accompagnarle lungo il percorso verso la guarigione.

 

 

 

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