L’obesità ha una diffusione epidemica ormai, lo sappiamo: oltre 1/3 dei Paesi occidentali è sovrappeso. In Italia abbiamo oltre il 34% di persone in sovrappeso, e, ancor più allarmante, il 34,1% dei bambini tra i 6 e 9 anni è da considerarsi sovrappeso o obeso.

Le linee guida nutrizionali tradizionali, che consigliano ai pazienti l’assunzione di carboidrati, nella fattispecie cereali praticamente ad ogni pasto, non contribuiscono di certo a ridurre questo fenomeno dilagante.

Nella mia pratica quotidiana di internista vedo molti pazienti in condizioni di sovrappeso e obesità, con malattie metaboliche, diabete, ipertensione, acne, dermatite, emicrania, addominalgie (spesso etichettate come colon irritabile, senza andare a fondo) e altri sintomi o malattie associate. Con la modifica dello stile di vita, in particolare con un graduale shift delle abitudini alimentari verso un regime LCHF (Low Carb High Fat = meno zuccheri e più grassi), è possibile risolvere molti problemi di salute e liberarsi dei chili in eccesso, in modo definitivo. Si tratta di imparare a mangiare, per stare bene. Certo, ci sta anche la volta dove ci si lascia andare, ma non deve essere la regola, ma l’eccezione. Imparare a mangiare è un tragitto inizialmente difficile all’apparenza, ma, col passare dei giorni, delle settimane e dei mesi, attuabile in tutto e per tutto. Basta volerlo.

Così è stato per Helene, 50 anni, 124 Kg per 1,70 m di altezza. Ora pesa 79-80 kg e sta benissimo, i suoi valori ematici sono perfetti, la sua pressione arteriosa è normale e mantiene il peso.

È possibile, per tutti.

Doc’s word.

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