LICHEN SCLEROATROFICO

da | Dic 26, 2020 | Fotobiomodulazione, Menopausa e dintorni, Ormoni

Il 70% delle donne soffre di secchezza vaginale, che avverte soprattutto durante i rapporti.

Il lichen sclerosus (LS) può manifestarsi a qualunque età anche se predilige il periodo peri e post-menopausale. Le aree maggiormente colpite dal LS sono il clitoride e le piccole labbra, le grandi labbra e l’area perineale. La vulva appare di colorito biancastro lucido con superficie atrofica; le piccole labbra sono atrofizzate fino alla totale fusione con il clitoride. Il vestibolo è duro e sclerotico; il lume vaginale è talmente ridotto da non permettere nemmeno l’esplorazione vaginale, figuriamoci un rapporto sessuale. Prima viene diagnosticato ed adeguatamente trattato, migliore è la prognosi. Spesso però il LS viene sottodiagnosticato o diagnosticato tardi.

Il LS non è contagioso, ma è una potenziale precancerosi ovvero può evolvere in una forma neoplastica (nel 6% circa si può sviluppare un carcinoma vulvare).Il LS è la conseguenza di un errore immunitario con attacco della pelle e mucose genitali. Se si osserva con attenzione, si nota una progressiva involuzione dei tessuti, le piccole e grandi labbra diventano più sottili, la pelle è sottile, conglutinazione delle piccole labbra che si fondono con le grandi labbra e il clitoride viene inglobato. Tutte le componenti del tessuto vengono colpite, anche i corpi cavernosi che ci permettono di avvertire le sensazioni piacevoli durante l’eccitazione genitale fino all’orgasmo, ma vengono colpiti anche tutti i vasi e i connettivi, quindi la donna non avverte solo la secchezza, il prurito, ma una scarsa risposta sessuale con azzeramento della libido.

 

Eziopatogenesi

Alla secchezza vaginale si associa la secchezza dei genitali esterni. Se a ciò si associa una malattia autoimmune parliamo di lichen sclerosus (LS), che colpisce meno del 2% delle donne. Il LS può colpire qualsiasi area cutanea, ma nella maggior parte dei casi interessa l’area genitale. È più frequente nelle donne che negli uomini con un rapporto di 5:1. La malattia sembra in aumento negli ultimi anni.Trattasi di una malattia infiammatoria cronica con – pare – componente autoimmune che si manifesta con sclerosi, atrofia e ulcerazione dei tessuti coinvolti e causa unprogressivo indurimento e cicatrizzazione biancastra dei tessuti. L’esatta eziologia del lichene sclerosus non è stata accertata; tuttavia, le prove indicano una maggiore probabilità di una componente autoimmune e genetica. In uno studio su 350 donne con lichen sclerosus, i ricercatori hanno scoperto che il 21,5% aveva una o più malattie autoimmuni, il 21% aveva una storia familiare di malattia autoimmune e il 42% aveva anticorpi autoimmuni. Le malattie autoimmuni più comuni associate al lichen sclerosus sono tiroidite autoimmune, alopecia areata, vitiligine e anemia perniciosa.

Oltre a un fattore autoimmune, sembra che anche la componente genetica abbia un ruolo patogenetico. Uno studio su 1.052 donne con lichen sclerosus vulvare ha rilevato che il 12% delle partecipanti aveva una storia familiare positiva di lichen sclerosus.

Traumi e irritazioni croniche sono fattori contribuenti del LS vulvare: piercing genitali, procedure post-chirurgiche e traumi genitali. Inoltre, l’irritazione cronica causata dall’urina e la riduzione dei livelli di estrogeni sono associati con il LS.

La donna nota la secchezza, in quanto le ghiandole sebacee producono meno sebo. Questa secchezza viene aggravata da un eccessiva igiene intima, a maggior ragione se si usano saponi per l’igiene intima, perché viene distrutto il film idrolipidico che protegge la cute e porta, inoltre, a contatto la pelle e la mucosa con sostanze chimiche potenzialmente allergizzanti e lede il microbiota dei genitali. Si crea un danno profondo e cronico.

Come lavarsi? Al massimo 2 volte al giorno e con acqua, se si usano detergenti, questi vanno diluiti in acqua e che consentano un pH max 5, che è quello della pelle. Essere delicati, prestando attenzione a lavarsi da davanti a dietro, evitando così contaminazioni fecali.

Quadro clinico

Il tipico sintomo del LS è il prurito notturno. Come diagnosi differenziale penseremo alla presenza di parassitosi intestinale da ossiuri.

Al prurito seguono

  • il bruciore,
  • il dolore spontaneo,
  • la dispareunia (rapporti dolorosi o impossibili),
  • la disuria (difficoltà alla minzione) e
  • la secchezza sia della cute che delle mucose con ragadi recidivanti.

Ne risente anche il rapporto di coppia: infatti i rapporti sessuali sono dolorosi e associati ad ansia. Quando i sintomi peggiorano, perfino l’abbigliamento è causa di dolore.

 

Quali opzioni terapeutiche consiglio

Fare una diagnosi tempestiva, applicando inizialmente cortisone per sfiammare, seguito poi da una crema al testosterone 2% (proprionato) localmente che aiuta a ricostruire il tessuto, in quanto stimola i fibroblasti a produrre collagene, elastina e mucopolisaccaridi, i vasi vengono ricostruiti, i mioblasti: la citoarchitettura viene ricostruita. Una crema alla vitamina E può arrecare sollievo, così come l’applicazione di estriolo, l’estrogeno delle mucose, che non verrà applicato su base quotidiana ma 2-3 volte in settimana. Ottimo è l’impiego diretto della fotobiomodulazione con le sue note qualità trofiche sui tessuti. Ovviamente si deve intervenire in modo tempestivo: solo così il LS diventa reversibile.

Se non si interviene in tempo e la distruzione è ormai avanzata, il collagene di pessima qualità porta ad una stenosi dell’orifizio vaginale, la vulva perde la sua forma diventando biancastra, secca e il prurito incontrollato provoca una proliferazione delle fibre del dolore, il prurito accende le aree cerebrali del dolore, quindi grattandosi si alleviano le aree del dolore portando sollievo.

 

 

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