Si dice sano come un pesce, non perché i pesci non si ammalano mai, ma perché contengono moltissime sostanze salutari.

Quando comprate del pesce prestate attenzione a come è stato allevato, se proviene da allevamenti, cercate di informarvi possibilmente dove sono e se lavorano secondo un concetto biologico specifico per la specie. Certo sarebbe meglio mangiare pesce pescato, ma non sempre è disponibile.

Il consumo di pesci predatori ai vertici della catena alimentare, come grossi tonni e salmoni, pesci spada, smerigli, squali, andrebbe invece limitato in tutti i casi e totalmente evitato durante la gravidanza, l’allattamento e nei primi anni di vita per l’alto contenuto di metalli pesanti, in particolare il mercurio, che può avere effetti tossici sul sistema nervoso, specie nel feto e nel bambino.

Pochi sanno quali micronutrienti contengono i pesci: certo, sappiamo tutti della loro ricchezza in omega 3, ma c’è molto di più: basti pensare che le sarde contengano più potassio delle banane; l’anguilla è ricchissima di vitamina A; il tonno è fra i più ricchi di selenio; i latterini (sono quei piccoli pescetti che si mangiano con le lische) hanno il maggio contenuto di calcio. Il pesce è anche un’ottima fonte di ferro, zinco, iodio, vitamine del gruppo B e di vitamina D. Il pesce grasso è la principale fonte alimentare di vitamina D. Aggiungiamo che il pesce è ricco di proteine a elevato valore biologico (costituiscono in media circa il 15-23% del suo peso) di ottima qualità e notevolmente sazianti.

Io consiglio di consumare pesce almeno a 3-4 volte in settimana.

Onde preservare i nutrienti del pesce, adottate alcuni semplici accorgimenti durante la cottura. Gli omega 3 hanno una buona resistenza alle alte temperature ma ciò dipende dal modo di cottura: meglio se cotto al forno o alla griglia e non fritto. La frittura può aumentare i prodotti di ossidazione ovvero di degradazione dei grassi. La cottura al forno sembra la migliore perché preserva meglio anche il contenuto di sali minerali e non intacca, se non marginalmente (come dimostra uno studio pubblicato dallo Journal of Food Composition and Analysis), l’apporto di vitamina D.

 Come far mangiare pesce ai bambini?

Spesso è difficile far mangiare il pesce ai bambini, e i principali motivi sono l’odore e le lische. Proviamo quindi a cucinare quelli senza spine e possibilmente privi di un odore o di un sapore troppo intenso. Si presta egregiamente allo scopo il pesce spada o il tonno appena scottati sulla piastra: il tonno sembra una bistecca, da tanto rosso è! Casomai fate delle polpette a forma di pesce!!!ricette-per-far-mangiare-pesce-bambini-polpette-pesciolino14-640x422

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