Sono molti gli studi di popolazioni tradizionali che rappresentano un imbarazzo per gli autocrati della dieta povera di grassi ma ricca in cereali:
• I MASAI e altre tribù africane si nutrono prevalentemente di latte, sangue e carne: hanno livelli bassi di colesterolemia e non hanno malattie cardiache.
• Gli ESCHIMESI si cibavano esclusivamente di grasso animale di pesci di mare: seguendo la loro dieta nativa queste popolazioni non hanno mai avuto le malattie tipiche della civiltà industrializzata che ci caratterizza. Venuti a contatto però con le abitudini alimentari occidentali anch’essi hanno cominciato a sviluppare le medesime patologie.
• In CINA le regioni ad alto consumo di latte intero e prodotti derivati presentava la metà di casi di malattie cardiache rispetto ad aree con un minor consumo di grassi animali.
• Numerose POPOLAZIONI MEDITERRANEE presentano una bassa incidenza di cardiopatie nonostante il grasso consumato arrivi al 70% – incluso quello saturo proveniente da agnello, latticini di origine caprina. Gli abitanti di Creta erano famosi per la loro buona salute e longevità.
• Uno studio sui PORTORICANI ha rivelato una bassissima incidenza di cancro al colon e alla mammella, nonostante un alto consumo di grasso animale.
• A OKINAWA, in Giappone, dove l’età media delle donne è di 84 anni, gli abitanti mangiano grandi quantità di carne di maiale e pesce, cucinando il tutto nel lardo.
• La relativa buona salute dei GIAPPONESI, che sono tra i più longevi al mondo, viene erroneamente attribuita ad un’alimentazione povera di grassi. In verità essi mangiano moderate quantità di grassi animali provenienti dalle uova, maiale, pollo, manzo, pesci di mare e carni biologiche. Con le quantità di crostacei e brodo di pesce consumate dai giapponesi, è probabile che assumano più colesterolo di noi. Cosa sicuramente non consumano sono grandi quantità di oli vegetali, farina bianca o cibi raffinati (anche se mangiano riso). La loro vita media è aumentata dalla seconda guerra mondiale insieme al consumo di grassi animali e proteine nella loro dieta.
• Gli SVIZZERI hanno una longevità pari a quella dei giapponesi, nonostante un’alimentazione tra le più grasse al mondo.
• In FRANCIA l’alimentazione è ricca di grassi saturi provenienti da burro, uova, formaggi, crema, fegato, carne e patè. I francesi però presentano meno cardiopatie coronariche rispetto alle altre popolazioni occidentali. Pensate che nella regione della Guascogna, dove è il fegato di anatra e oca è un caposaldo della loro dieta, hanno un’incidenza di coronaropatia di 80 per 100.000 abitanti. Questo fenomeno è noto come il french paradox (paradosso francese). Ad onor del vero dobbiamo però anche dire che i francesi soffrono di molte malattie degenerative, ascrivibile al largo consumo di zuccheri e cereali raffinati.

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