La T ha un ruolo preminente nella donna ed è sottoposta ad un particolare sforzo nel periodo dello sviluppo fetale e nell’allattamento.

Inoltre gli estrogeni, specie se vi è uno squilibrio tra estrogeno e progesterone a favore del primo per un’insufficiente produzione del secondo, come avviene nell’insufficienza progestinica o insufficienza del corpo luteo, meglio nota come dominanza estrogenica, che insorge anche in fase perimenopausale, dai 35 anni in poi, favoriscono un cattivo funzionamento e un danno della T, oltre che il proliferare della cellulite.

A ciò si aggiunga che nella donna il sistema immunitario è molto più attivo ed aggressivo rispetto a quello dell’uomo. Ciò diventa uno svantaggio quando si creano le condizioni per la stimolazione del sistema immunitario come avviene in seguito ad un danno strutturale della T da parte di un farmaco, da virus, tossine o stress.

Cosa fare?

È importante individuare e correggere eventuali squilibri estro-progestinici, assolutamente con ormoni bioidentici. È essenziale prestare attenzione ad eventuali fattori tossici, alimentari, ambientali che possono potenzialmente creare un danno del tessuto tiroideo che potrebbe innescare una reazione autoimmune. La pillola contracettiva espone al rischio di tiroidite: infatti si è assistito ad un sensibile aumento della tiroidite di Hashimoto negli ultimi 40 anni, ovvero dall’uso diffuso della pillola.

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