Con poche eccezioni tutti i popoli usano sale. Il sale fornisce sodio e cloruro, necessari sia per la produzione di acido cloridrico, sia per l’adeguato funzionamento del cervello e del sistema nervoso, oltre che per numerosi altri processi. Il cloruro attiva, inoltre, le amilasi, enzimi utili alla digestione dei carboidrati.

Un uso eccessivo di sale nella nostra alimentazione porta ad una perdita di calcio con l’urina con rischio di osteoporosi e impoverisce di potassio.

Pochi sanno però, che il sale che conosciamo è il prodotto di notevoli raffinazioni industriali, al pari dello zucchero e dei cereali, essendo sottoposto a processi chimici ad elevate temperature che ne rimuovono i benefici minerali incluso il magnesio e all’aggiunta di additivi, perlopiù nocivi, ed, infine, al trattamento con agenti sbiancanti dopo avergli aggiunto chimicamente iodio.

COSA CI CONVIENE QUINDI USARE PER CUCINARE?

Prediligete il sale marino biologico, che ha meno sodio, ma è ricco di tracce organiche di iodio e di importanti oligoelementi e minerali come il magnesio. Il suo colore è grigio, è umido e contiene il 14% di minerali (in particolare magnesio)

Un’altra ottima alternativa è il sale rosa dell’Himalaya, puro, non raffinato, da sempre conosciuto in Oriente, ricco di 84 sali minerali e oligoelementi. Si presenta in cristalli grossi e irregolari, con grani che vanno dal rosa pallido al rosa più scuro. Il particolare colore rosa deriva dall’alto contenuto di ferro.

Altra ottima scelta è il brodo di carne e di ossa: buona fonte di sodio, cloruro, iodio, magnesio, potassio e importanti oligoelementi. Il brodo di pesce fornisce ulteriori sostanze utili alla ghiandola tiroide.

 

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