La vitamina D è a tutti gli effetti un ormone, i cui recettori si trovano in quasi tutte le cellule del nostro organismo e che ha numerose proprietà:

  • favorisce l’assorbimento del calcio nell’intestino
  • assicura una corretta mineralizzazione dell’osso;
  • riduce il rischio di cadute rinforzando la forza muscolare: pensate a quanti femori si possono preservare nell’anziano!!!!
  • stimola il sistema immunitario, riducendo così il rischio di sviluppare malattie infettive delle vie respiratorie;
  • riduce il rischio di morte per malattie cardiovascolari;
  • riduce il rischio di carcinoma alla mammella, ovaio, prostata e colon
  • riduce il rischio di sviluppare asma, sclerosi multipla, diabete mellito tipo 1, ipertensione arteriosa.

La carenza di vitamina D porta nell’infanzia al rachitismo e in età adulta all’osteomalacia, malattie oggi fortunatamente rare. La maggior parte della vitamina D viene sintetizzata direttamente nella nostra pelle per azione dei raggi ultravioletti della luce solare: in tal modo viene coperto l’80-100% del fabbisogno di vitamina D del soggetto giovane. Dai cibi assumiamo solo una piccolissima parte della vitamina D. La troviamo soprattutto in pesci grassi come aringhe, sgombri, salmone e sardine, in forma minore in fegato, burro, latte e yogurt.

Un deficit di vitamina D rappresenta un fattore di rischio per fragilità scheletrica negli anziani e per le fratture ossee osteoporotiche, specie di femore. Un’insufficienza di vitamina D è stata correlata anche a deficit muscolari e dell’equilibrio, la cui correzione potrebbe ridurre il rischio di cadute e quindi anche di fratture, specie negli anziani.

In alcuni Paesi (Usa e soprattutto del Nord Europa) alcuni prodotti latteo-caseari, cereali ed alimenti per l’infanzia sono addizionati di vitamina D. L’ipovitaminosi D è purtroppo molto frequente, anche perché evitiamo il sole, lavoriamo in luoghi chiusi, e il fine settimana non andiamo a sufficienza all’aria aperta. Gli stati carenziali di vitamina D sono molto frequenti nell’anziano.

Teniamo presente che dopo i 50 anni la pelle perde sempre più la capacità di produrre vitamina D e che l’uso di creme solari con fattori di protezione oltre l’8 (SPF 8) ne riduce la sintesi del 97%! Persone scure di pelle hanno bisogno di esposizioni solari più prolungate per sintetizzare la vitamina D. Un’esposizione razionale al sole dai 5 ai 30 minuti in un periodo compreso dalle 10 alle 15 (specie da aprile a ottobre), a seconda della latitudine, stagione e pigmentazione cutanea, è spesso adeguata.

Un solarium in settimana è una buona alternativa, se fatto con apparecchi dotati di tecnologie scientifiche accreditate.

 

PUÒ ESSERE UTILE ESEGUIRE IL PRELIEVO DEL SANGUE PER DETERMINARE IL LIVELLO NEL SANGUE DI VITAMINA D, PER POI VALUTARE IL DOSAGGIO PIÙ APPROPRIATO DI VITAMINA D PER OGNUNO! LA VITAMINA D PUO´ ESSERE ASSUNTA SU BASE GIORNALIERA, SETTIMANALE, MENSILE, BIMENSILE: È FACILE DA ASSUMERE!

IL NOSTRO FABBISOGNO QUOTIDIANO È ALMENO DI 2000 UI.

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